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In ricordo di Raffaele La Capria

Pubblicato il 28/06/2022 scaduto
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Raffaele La Capria è scomparso ieri all’età di 99 anni. Nato a Napoli il 3 ottobre del 1922, si era fatto strada come narratore e traduttore nei circuiti letterari della città agli inizi degli anni ’40. Nel 1945, insieme agli amici Luigi Compagnone, Anna Maria Ortese, Gianni Scognamiglio, aveva partecipato alla nascita della rivista «Sud» di Pasquale Prunas ma in seguito, dopo la laurea in Giurisprudenza, si era trasferito a Roma a lavorare per la Radio.

Il suo esordio come romanziere avviene nel 1952 con Un giorno d’Impazienza. Seguirà, nel 1961, il romanzo che gli varrà la consacrazione da parte del pubblico e della critica, Ferito a morte (Premio Strega 1961), contributo straordinario al recupero di un’idea di Napoli completamente diversa dagli stereotipi fissati nell’immaginario collettivo: una città dalla storia millenaria, avanguardia degli esperimenti più avanzati di utopia intellettuale e civile, spesso destinati ad un tragico fallimento.

Dagli anni Sessanta agli anni Zero l’impegno di La Capria proseguirà senza sosta nel campo della letteratura (Amore e psiche, Colapesce, L’estro quotidiano), della critica (False partenze, L’armonia perduta, Letteratura e salti mortali, Lo stile dell’anatra) e del cinema. Dopo la collaborazione con Francesco Rosi per la sceneggiatura di Le mani sulla città (1963) seguiranno, infatti, altre partecipazioni importanti, tra le quali si segnalano Uomini contro (1970), Sabato, domenica e lunedì (1990), Una questione privata (1991), Ferdinando e Carolina (1999). Nel 2006, l’Università L’Orientale gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in “Lettere”. Nella sua Lectio Magistralis, intitolata “La scrittura e l’emozione”, La Capria ha sottolineato l’importanza della scrittura letteraria come antidoto all’omologazione del linguaggio, e la rinnovata “utilità” della letteratura in virtù del suo valore profetico. Laura Cannavacciuolo